Gestione dell’Acqua ad Uso Civile ed Agricolo
IL TARIFFOMETRO
Il progetto “Tariffometro SII”: tariffe e spesa del Servizio Idrico Integrato risponde alla seguente domanda: Quali tariffe vengono applicate in un determinato Comune e qual è la spesa complessiva per il servizio idrico integrato? Per calcolare la tua bolletta o paragonare le varie tariffe vai su: http://www.acqualab.it/tariffometro/
Calcola la spesa quotidiana in acqua calda e fredda ed il risparmio possibile inserendo i tuoi dati:
Sistemi per il risparmio
Il solo monitoraggio dei consumi, opportunamente comunicato, comporta una loro diminuzione dal 10 al 20%.
Sistemi per il risparmio al rubinetto
Sui rubinetti, che alla massima pressione dell’acqua possono arrivare a erogare 20 litri/minuto, il sistema più economico applicabile sono gli aeratori (detti anche “frangigetto”), lo stesso principio è applicabile anche su teste doccia (low flow, funzionano erogando 8-10 l/min, con alto standard di erogazione; altro sistema è quello di limitare la pressione di esercizio inserendo una valvola riduttrice di pressione (detto “regolatore di flusso”) (es. da 6 a 3 atmosfere, dove la pressione raggiunga questi livelli) dopo il contatore e aeratori ai rubinetti, oppure un regolatore accoppiato con un aeratore di flusso sul singolo rubinetto che porta a diminuzione fino al 50%, adatta soprattutto ai casi in cui sia utile distribuire uniformemente la pressione a disposizione su più utenze contemporaneamente;
-rubinetti con fotocellula fino al 70-80%, un po’ meno per i rubinetti con temporizzatore;
Acqua per lo sciacquone
Sul consumo complessivo in media un terzo è utilizzato nello scarico del wc mentre un po’ meno per la pulizia del corpo.
-doppio tasto del wc (4-6 l, 2-3 l) riduce del 50%, tasto per stop o WC-stop fino al 70%; diminuzione del volume in cassetta inserendovi un mattone o 1 o più bottiglie di plastica piene d’acqua.
I wc a basso flusso possono accontentarsi di 3-6 l per scarico; esistono modelli che scendono sotto i tre litri: alcuni si usano da seduti, con scarichi separati e senza acqua per le urine porta risparmio al 80%; altri con tasto per feci e tasto per urine, due scarichi separati, 120-150 ml per urina e 4-6 litri per feci ad ogni scarico, risparmio 60%;
-vacuum-toilets, sistema usato sugli aerei e alcuni treni, molto delicato per l’attenzione dovuta da chi lo usa (facili ostruzioni), necessita di energia (con generatore d’emergenza) e va bene per grandi utenze
-orinatoi senza acqua, usano sifoni speciali, che lasciano passare il liquido e poi si chiudono, per impedire la diffusione di cattivi odori e non necessitano di collegamenti con l’acqua o di sistemi di controllo del flusso (sensori). Sono in corpo ceramico ricoperto da una vernice che facilita il deflusso, forniti di sistema disinfettante (periodico), per la pulizia è sufficiente il risciacquo con acqua calda una volta alla settimana; ne esistono modelli con cartuccia sostituibile una volta all’anno, con olio galleggiante a fare barriera a odori e altro, oppure con cartuccia fissa e ricarica del liquido (una volta al mese ma anche meno).
Compost toilet
I compost toilets sono dei wc non collegati alla fognatura, possono prevedere o meno la separazione delle urine ed un uso dell’acqua per lo scarico da zero a 100ml per urinata. Riguardo allo scarico ne esistono di due tipi:
- con solidi raccolti in un serbatoio fornito di sistema a depressione, azionato quando si è seduti sul wc, per evitare la fuoriuscita in casa di cattivi odori. Il serbatoio formato famiglia è da 80 l, dà un’autonomia di 3 mesi, e una volta pieno (10-20 Kg) viene svuotato in un composter;
- a processo continuo, con aggiunta periodica di sostanza secca (foglie o paglia che permettono al rapporto C:N di mantenersi tra 20:1 e 30:1) si trasformano in terra con un processo di trasformazione (compostaggio) che si completa in 6-12 mesi a seconda delle latitudini; durante questo periodo conviene ricoprire il cumulo con terreno o torba per evitare le mosche.
Se non c’è separazione delle urine si genera puzza, quindi è necessario un sistema di ventilazione con semplice tubo o con tubo e ventola a vento o elettrica (0,4kw/giorno); il liquido può essere drenato e disperso in giardino. La ventilazione previene la formazione di ambiente anaerobico dovuto alla velocità di processi di degradazione del compostaggio che richiede ossigeno. Esistono modelli per picoli nuclei familiari ed anche per uso di breve periodo. E’ meglio essere buoni conoscitori del processo di compostaggio.
manuale-di-autocostruzione-di-un-compost-toilet.pdf
Acqua in una struttura turistica
I componenti lo scarico di una struttura turistica variano in quantità e concentrazione a seconda della natura del servizio (da 100 a 600 litri al giorno per ospite), del tipo di clientela, della stagione o del giorno della settimana, per cui ad esempio nel caso di un hotel fare riferimento solo al numero di camere può portare al sovradimensionamento del carico; meglio avere un campionamento su 24 ore in un periodo di utilizzo medio-tipico della struttura (al picco posso avere una portata Q anche 20 volte maggiore di Qmin,così da poter pensare anche all’uso di un serbatoio per la laminazione dei picchi (es. settimanale).
Passi da seguire:
-informazione e coinvolgimento dei proprietari su prodotti e tecniche, loro descrizione, ricaduta sul cliente e costi di esercizio. Visita di siti dove sono state già adottate misure e discussione con i gestori. Presentazione dei vantaggi-svantaggio.
-formazione del personale perchè vengano abolite pratiche inappropriate, uso di nuovi detergenti, informazione sui vantaggi.
-modi di coinvolgere il cliente, informazioni all’ingresso, suggerimenti nelle camere così che sia felice di contribuire.
La gestione dell’acqua nei rifugi montani
I rifugi montani siano essi escursionistici o alpini rappresentano una sfida notevole per ciò che riguarda la gestione della quantità giornaliera dell’acqua che gli è necessaria, variabile con il numero di persone che lo frequentano. Alcuni hanno fonti vicine di acqua buona ed in quantità abbondante, altri necessitano di bacini di accumulo e di sistemi di filtrazione. Una volta utilizzata finisce in uno scarico. L’acqua proveniente da lavandini, doccie, lavatrici e lavastoviglie è detta grigia e contiene soprattutto detergenti e resti di cibo (solidi o liquidi). Lo scarico di un wc è detto invece acqua nera e contiene in sé diluito ciò che come essere umano di solito produco in un giorno: più o meno 200 grammi di feci e un litro e mezzo di urina.
Se in una giornata usassi 100 litri di acqua, probabilmente 65 litri diventerebbero grigie e 35 litri nere, andando a confluire in uno stesso punto di raccolta dove mescolandosi diventano il “refluo”.
Con l’uso di dispositivi per il risparmio idrico, senza attenzioni particolari, potrei arrivare a fine giornata a produrre solo 70 litri di “refluo”, il che vorrebbe dire anche minor prelievo alla fonte. Nella maggior parte dei casi i rifugi non sono collegati, per ovvi motivi, alla fognatura pubblica, per cui la gestione dell’acqua ci impone di andare oltre, ci provo smontando il problema:
- Le acque grigie, con un po’ di attenzione ai detergenti utilizzati e agli olii scaricati in cucina, sono facilmente liberabili, anche con sistemi naturali ed economici come la fitodepurazione, da tutto ciò che le ha ingrigite.
- Le nostre feci, da “maneggiare con cura” per i batteri e virus che contengono, hanno un vantaggio: insieme agli avanzi triturati del cibo, miscelati con un po’ di materiale secco, possono diventare concime oppure, con un sistema più complesso, produrre gas metano.
- Le urine, hanno quasi tutto l’azoto e il fosforo del nostro “refluo”, sono un concime naturale pulito perchè normalmente prive di microrganismi e con bassa concentrazione di metalli pesanti (per sicurezza prima di essere utilizzate vengono fatte riposare per 6 mesi).Per mantenere separate acque grigie, brune (feci) e gialle (urine) sono necessari wc e orinatoi speciali (ne esistono di vari tipi a basso consumo di acqua, o addirittura nullo nel caso delle compost-toilet, per mantenersi puliti) e distinte linee di scarico. Un’organizzazione di questo tipo potrebbe ridurre il mio volume di refluo, e quindi il prelievo alla fonte, di almeno altri 20 litri. Naturalmente questo a condizione che io frequentatore o lavoratore del rifugio segua alcune semplici “modalità d’uso”.
Per ciò che riguarda gli impianti di fitodepurazione, si tratta di sistemi progettati e costruiti per cercare di riprodurre i naturali processi autodepurativi delle aree umide (stagni, laghi e fasce riparie dei corsi d’acqua) allo scopo di ottenere il trattamento e la depurazione delle acque reflue. La versione più diffusa è quella di una vasca impermeabilizzata e riempita con sabbia, di appropriato genere e granulometria, in cui sono fatte crescere delle piante: l’acqua da ripulire viene fatta passare attraverso questo filtro. La sabbia, le piante e i batteri che si sviluppano intorno alle loro radici demoliscono la sostanza organica, assorbono le sostanze minerali in eccesso e “disinfettano” l’acqua. Le piante da utilizzare vanno scelte con cura tra quelle che vivono nell’ambiente in cui è posto l’impianto e l’efficienza depurativa si è dimostrata buona, senza accorgimenti particolari, anche con temperature esterne di – 10 oC.
Siti dimostrativi di gestione sostenibile dell’acqua in strutture turistiche (Austria, Germania, Italia, Lettonia): http://www.constructedwetlands.eu/swamp/ITALIAN/demosites/index.html
DocciaLight
Il progetto DocciaLight è un’iniziativa gratuita di risparmio idrico ed energetico con lo scopo di ottenere un’incisiva riduzione dei consumi di acqua e di energia delle strutture sportive e delle aziende turistico-ricettive, attraverso l’installazione di Erogatori per doccia a Basso Flusso (EBF). Aderendo gratuitamente all’iniziativa, il proprietario della struttura potrà sia godere di un consistente abbattimento dei relativi costi in bolletta che beneficiare del ritorno d’immagine generato dalla partecipazione ad un progetto di tutela ambientale e promozione dell’efficienza energetica su scala nazionale, ma con visibilità europea. Info su: http://www.doccialight.it/index.php
DOSSIER LEGAMBIENTE: “USO DELL’ACQUA IN AGRICOLTURA”
Presentato a Roma da Legambiente in occasione del convegno, svoltosi il primo luglio, dal titolo “La gestione sostenibile dell’acqua in agricoltura”; risulta che il 60% dell’acqua prelevata in Italia è destinato all’agricoltura: nel bacino idrografico del Po, è finalizzato all’irrigazione il 95% dei prelievi superficiali, nelle Marche si arriva all’86% dei prelievi superficiali e in Sardegna all’irrigazione è destinato il 68% dei prelievi superficiali e il 30% di quelli sotterranei.
Obiettivo di Legambiente è spingere questo settore produttivo a diventare protagonista di una nuova e diversa strategia di riduzione dei prelievi, incremento della risorsa disponibile ed efficienza nell’uso.
In Italia ad oggi il metodo irriguo maggiormente impiegato è secondo l’Istat l’aspersione-le girandole- (42% del totale irrigato), seguito dallo scorrimento e dall’infiltrazione laterale (34%), dai sistemi a goccia e microirrigazione (15%) e dalla sommersione (9%).
Da affrontare l’ipocrisia di limiti troppo restrittivi per i parametri microbiologici previsti dal Dm 185/03 per le acque reflue depurate destinate all’irrigazione (1.000 volte più restrittivi rispetto a quelli proposti dall’OMS) mentre è possibile scaricare acque molto più inquinate in un torrente e prelevare poco a valle per irrigare: 0,3% la percentuale di acqua utilizzata in agricoltura che deriva dalla depurazione dei reflui fognari
Vengono anche proposte:
-l’incentivazione alla conversione degli impianti obsoleti con quelli maggiormente efficienti con una tariffazione progressiva legata ai consumi reali;
- gestione dell’acqua presso i Consorzi di bonifica attraverso un sistema a domanda e non a turnazione (magari secondo gli orari d’ufficio del fontaniere…) e, ove possibile, creare dei sistemi di assistenza all’irrigazione;
- investire adeguate risorse per ridurre le perdite e gli sprechi nel trasporto dell’acqua, e successivamente realizzare piccoli bacini aziendali diffusi sul territorio;
- riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica, fondata sull’efficienza, l’efficacia e l’economicità;
-controlli dei prelievi abusivi di acqua dalle aste fluviali e dalle falde e aggiornamento del censimento dei pozzi di prelievo idrico e irriguo.
Nel dossier sono riportati i risultati di un’indagine di Legambiente su leggi regionali, sistemi di tariffazione, costi, programmi di incentivi per ottimizzare l’uso dell’acqua, a cui hanno risposto 11 Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
http://legambientepc.ilbello.com/dossierAcqua_in_agricoltura.pdf
Irrigazione a pioggia per 1200 ettari a Vedelago (Treviso)
Inaugurato a Fanzolo di Vedelago, in provincia di Treviso, un impianto di irrigazione a pioggia che consentirà di irrigare in maniera razionale 1200 ettari di terreno agricolo nel trevigiano, a nord dell’Antica Postumia. L’intervento, costato 6 milioni 850 mila euro, è stato finanziato con il Piano Irriguo Nazionale nell’ambito delle iniziative per il disinquinamento del bacino lagunare e consentirà di risparmiare 5 milioni di metri cubi d’acqua all’anno.
Liberamente tratto da:http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=196&Rid=213883


