Rifiuti
Comuni Ricicloni 2011: dal nord al sud vizi e virtù dei comuni italiani
Fatta la premessa che la legge italiana imporrebbe di raggiungere il 60% di raccolta differenziata entro il 2011, secondo il rapporto annuale di Legambiente che analizza la gestione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni in Italia è Ponte alle Alpi, per il secondo anno consecutivo, il Comune più Riciclone d’Italia, con oltre l’84% di raccolta differenziata, (nella top10 troviamo cinque comuni del Nord e cinque tra Sardegna e Campania).
-Per i comuni più piccoli i migliori sistemi di gestione dei rifiuti urbani sono nel Nord Est del Paese. Dei primi 45, 21 sono in provincia di Treviso, 20 in quella di Trento, 2 in quella di Padova e uno, il vincitore Ponte nelle Alpi, in quella di Belluno. Tra i Comuni con più di 10.000 abitanti sono stati premiati, per il Nord, Riese Pio X (Treviso, 77,8%), Montespertoli (Firenze, 84%) per il Centro e Baronissi (Palermo, 71,5%) per il Sud.
-Tra i capoluoghi di Provincia, hanno raggiunto la vetta della classifica Pordenone (78%) per il Nord e Salerno (70,3%) per il Sud, mentre nessun capoluogo del Centro, ha raggiunto, per il terzo anno consecutivo, la soglia del 60%
-A livello regionale le tre Regioni più virtuose sono il Veneto, con una percentuale del 65,6% di amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito ancora dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2% e dal Trentino Alto Adige col 28, 3%. La Lombardia è oggi solo al quarto posto con il 21,4%. Le buone pratiche e le performance di successo si stanno diffondendo anche al Centro Sud. Le Marche sono la regione capofila dell’area centro, grazie al lavoro svolto prevalentemente da due consorzi: Cosmari e Cir33. In classifica compaiono tre comuni dell’Umbria (Tuoro Sul Trasimeno, Piegaro, Giano Dell’Umbria) e c’è la conferma dei comuni del Lazio, già noti dai precedenti concorsi. In Toscana, a parte qualche rara e lodevole eccezione, si stenta ad affrontare col piede giusto la gestione dei rifiuti comunali. Anche al Sud nessuna grossa novità con la riconferma della Campania, che colloca nelle differenti graduatorie demografiche 48 comuni, seguita dalla Sardegna con 34 e dall’Abruzzo con 11 comuni.
-Grandi assenti le grandi città: Milano è ferma al 35% circa, come 15 anni fa. Ma il capoluogo lombardo ha avviato su 200.000 abitanti la raccolta dell’umido da cucina per verificare la qualità della raccolta e con il 98% di purezza del materiale, ottiene un ottimo risultato. Torino giunge a un buon 42%, ma nei quartieri dove ha attivato il servizio “porta a porta” ha superato il 60%. Bocciate Roma, dove la raccolta domiciliare col sistema misto continua a non funzionare e Napoli, ancora alle prese con l’emergenza e in attesa dell’estensione del porta a porta prevista da settembre.
Altro elemento positivo il fatto che la maggior parte dei comuni virtuosi fa parte di un consorzio, forma associativa che ha ricadute importanti sull’economia locale e nazionale, alimentando il commercio e il mercato dei materiali di cui si avvalgono migliaia di imprese che riutilizzano la materia prima. Liberamente tratto da http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=107646
vedi anche http://www.comunivirtuosi.org/
La differenziata a Napoli!
Videoinchiesta di WWF Italia: “Napoli, non solo caos e rifiuti. Raccolta differenziata dal 60 al 90% in 7 quartieri”.
WWF Ricerche e Progetti in una video inchiesta sul ‘porta a porta’ in 7 quartieri del Comune di Napoli (Bagnoli, Ponticelli, Centro Direzionale, Chiaiano, Colli Aminei, San Giovanni a Teduccio, Rione Alto)che coinvolge 130.000 abitanti, pari al 13% della popolazione partenopea. I quartieri coinvolti sono questi cittadini ‘campioni’ di differenziata che hanno ‘risparmiato’ alla discarica in media il 66,09% dei rifiuti prodotti. Il tutto attraverso due anni di lavoro, comunicazione e sensibilizzazione. Puoi vedere il filmato su http://www.youtube.com/watch?v=Nl3qN1KKkP8
Rapporto Rifiuti edizione 2011
Come ogni anno l’ ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) ha reso noto il suo rapporto sulla realtà dei rifiuti in Italia. In sintesi nel corso del 2009 vi sono state:
- una diminuzione dell’1% della produzione totale di rifiuti, probabilmente per la riduzione dei consumi legata alla crisi economica.
- una crescita della raccolta differenziata che ha raggiunto al Nord il 48% al Centro il25% e al Sud il 19%, per una classifica regionale che vede al primo posto Trentino Alto Adige e Veneto che superano il 57,5%, seguite dal Friuli Venezia Giulia che arriva al 50% e appena sotto Piemonte, Lombardia ed Emilia. Bene poi la Sardegna che raggiunge il 42,5%, mentre andando al sud si trova la Campania al 29,3% (con tassi pari al 48% circa per le province di Avellino e Salerno), il Molise che supera il 10%, mentre la Sicilia è ancora sotto questa soglia.
A livello provinciale al top di raccolta differenziata si trova Treviso (69,2% circa), seguita da Rovigo, Pordenone e Novara (rispettivamente al 66,6%, 66,3% e 63,2%), in fondo alla classifica invece le province di Enna, Siracusa, Messina e Frosinone, tutte al di sotto del 5%.
- Il compostaggio, importantissimo per il fatto di riguardare la parte organica dei rifiuti (fino al 40% del totale) che può essere facilmente trasformata in fertile terriccio, cresce notevolmente soprattutto nelle aree del Centro e del Sud del Paese.
- Diminuisce il ricorso alle discariche ma l’Italia, al 40,6%, è ancora oltre la media europea del 38%, con il Sud, in controtendenza, che ne aumenta la quota nonostante i consistenti miglioramenti della Sardegna dove lo smaltimento in discarica passa dal 52% al 42% e dell’ Abruzzo che segna un 60% rispetto all’80% del 2008.
Il rapporto completo è consultabile su http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Rapporti/Documenti/rapporto_141_2011.html#Sommario
“Peter Pan e l’isola ecologica che c’è”
Cerignola: 2000 alunni di scuola elementare raccolgono 47 tonnellate di materiali riciclabili
12,5 di plastica, 22,5 di carta, 11,7 di vetro, 543 chilogrammi di alluminio e acciaio. Per due mesi, da maggio a fine giugno, le scuole elementari di Cerignola si sono affrontate a suon di sacchetti dell’immondizia, conferiti nell’isola allestita nell’atrio del palasport: ogni giorno tanti scolari, accompagnati dai genitori, hanno deposto e pesato i propri rifiuti, arricchendo la propria tessera-punti, in vista del premio finale.
I materiali, separati e portati alle filiere del Conai hanno fruttato 6.000 euro circa. A ciò va aggiunto il risparmio del mancato conferimento alla discarica pari a oltre 4mila euro, così che il finanziamento comunale dell’iniziativa è stato in gran parte recuperato dal risparmio. Tutto questo a Cerignola dove la raccolta differenziata è ancora al 13,3%, percentuale che il comune spera di incrementare anche con iniziative come questa.
Liberamente tratto da http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=107640
RIFIUTI: nel 2010 il miglior risultato di sempre: recuperati 3 imballaggi su 4 immessi al consumo
Nel 2010, come testimonia l’annuale bilancio di Conai, i risultati di recupero complessivo dei rifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro sono stati i migliori di tutta la sua storia e hanno raggiunto la percentuale del 74,9%, con un ricorso alla discarica è ormai inferiore al 25%. In particolare per gli imballaggi in alluminio è stato registrato un incremento record del 33,7% e per quelli in legno dell’11,4%. Tratta da http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=106354
Trento: RIDUZIONE DEI RIFIUTI
In occasione della settimana europea “per la riduzione dei rifiuti” (21-29 novembre), l’amministrazione comunale di Trento presenta due iniziative. La prima è un’intesa con i supermercati della città (30 finora quelli che hanno aderito) che si impegneranno a seguire 7 regole: -borse alternative ai sacchetti di plastica, -salumi e formaggi in carta a veli separabili, -promozione di prodotti con ricarica, -promozione del vuoto a rendere, -presenza di punti raccolta di pile usate, -vendita pile ricaricabili, -prodotti prossimi alla scadenza a prezzi scontati o offerti ad associazioni no profit; oltre a queste regole obbligatorie i magazzini potranno sceglierne altre tre da seguire tra: avere prodotti con scarso imballaggio o in materiali riciclati, vendita detersivi sfusi, alimentari sfusi, frutta verdura e prodotti di gastronomia in contenitori biodegradabili, vendita di vino sfuso e pannolini lavabili. Chi aderisce avrà in cambio adeguata pubblicità. La seconda è un concorso rivolto alle scuole elementari della città: nella piazza di fronte alla stazione verrà messo a disposizione delle classi che parteciperanno un albero in vaso (ripiantato dopo Natale) che dovrà essere decorato con addobbi rigorosamente naturali, ecologici e di riciclo. Saranno premiate le decorazioni più belle ed originali.
progetto Raccolta Solidale (www.raccoltasolidale.it)
E’ una possibilità che viene data a partire dal 2003, dal consorzio nazionale di recupero e riciclo dell’alluminio (CiAl), ad associazioni, cooperative ecc (interessante anche per le scuole!!) che dedicandosi alla raccolta di alluminio (es. le lattine vuote) si vedono garantito un prezzo al chilo che è il doppio di quello di mercato. Quest’anno (2010) è stata premiata l’associazione “Amici della Parrocchia” di Bellusco, che raccogliendo oltre kg 29.000 di imballaggi, risulta la prima fra le oltre cento aderenti al progetto.
FIRENZE
Trentamila bicchieri biodegradabili da 400 cc. personalizzati con il giglio rosso del Comune sono in via di distribuzione negli uffici del Coomune, oltre che a Palazzo Vecchio e ai Consigli di Quartiere. Sono realizzati in MaterBi un materiale naturale proveniente dal mais, completamente biodegradabile e compostabile che permette di utilizzare i bicchieri anche con liquidi caldi e che una volta utilizzato può essere smaltito come rifiuto organico.
Ha ottenuto molto successo anche l’installazione negli uffici comunali di 68 erogatori di acqua allacciati direttamente alla rete idrica cittadina che consentono di avere, premendo tre diversi pulsanti, acqua naturale, refrigerata e lievemente gassata. Per l’anno in corso si prevede un risparmio di circa 250.000 bottigliette di plastica da mezzo litro pari a 7,5 tonnellate in meno di rifiuti in discarica ALTRE INFO SU http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=290&Rid=212804
Rifiuti zero? Non proprio, noi ricicliamo il 90%
dall’articolo di MICHELE FABBRI su Il Sole 24 Ore di Giovedì 15 Maggio 2008
E’ una mattina come tante quella in cui Bob arriva in bicicletta sul piazzale del Centro di riciclo di Vedelago, un paesino in provincia di Treviso. C’è tanto spazio e un verde ben curato, l’ideale per scorrazzare un po’ e giocare con Lillo, il cagnolino del Centro. Bob non sa che per lui sta per iniziare un viaggio singolare. Un viaggio che lo porterà passo passo a scoprire che cosa succede dei rifiuti che ogni giorno produce. Bob sa so1o che in casa sua gli scarti umidi vanno tenuti rigorosamente divisi da tutto il resto e nei suoi giri in bicicletta non ha mai visto cumuli di spazzatura per le strade, né falò maleodoranti o la ciminiera di un inceneritore. Quello che vede arrivare sul piazzale è un camion che scarica una valanga di rifiuti: oggetti di plastica, vetro, legno e metallo. Tanti colori e forme accartocciate: Lillo ci si diverte un mondo a zampettarci dentro mentre rotolano giù. Ma il bel gioco dura poco, perché subito quella montagna rutilante viene caricata su un nastro trasportatore. E tutto quel gran mucchio indistinto comincia a prendere ordine e forma. Da una parte le cose grandi, che si capisce ancora bene cos’erano quando stavano nelle nostre case: tavoli, sedie, cassette. Per loro il viaggio è già finito: verranno triturati, macinati e ridotti in granulato plastico per tornare a essere tavoli sedie e cassette. Ci sono voluti occhi attenti e mani esperte per questa prima parte: quelli degli addetti alla selezione manuale, i quali, un po’ più avanti lungo il nastro, aprono i sacchetti domestici e operano una prima selezione. Ma poco dopo Bob, seguendo il nastro, si lascia alle spalle quegli uomini al lavoro e arriva in un luogo in cui, seguendo le leggi della fisica, sono le macchine a fare tutto da sole, il vetro cade da una parte, per la strada che la legge di gravita gli impone, i materiali ferrosi sono estratti da un’elettrocalamita, l’alluminio viene “sparato” via da un campo magnetico e le plastiche iniziano a ballare violentemente su un nastro speciale che scarta i frammenti più piccoli. Saranno poi ancora gli uomini, in una seconda fase di selezione, a separare i diversi tipi di plastica. Ognuno di questi passaggi, spiega la guida a Bob, produce materiali per le fabbriche che li utilizzeranno come materia prima. È da quelle bottiglie di plastica che proviene il maglione di pile che indossi, gli dice la guida. E gli scarti? Chiede Bob. Tutte quelle cose scartate durante le varie fasi? È vero che sono piccole, ma sono tante. Qui, forse, c’è quello che Bob proprio non si aspettava. Un’altra macchina accoglie questi scarti e, con un processo di estrusione nel quale i pezzettini vengono mescolati, portati ad alta temperatura e miscelati, butta fuori una sabbia sintetica grigia come la grafite. Se ne faranno tavoli, bitumi e mattoni pregiati per le loro caratteristiche fisiche e meccaniche. Bob ha finito il suo viaggio. Guarda gli impianti soddisfatto e divertito. Lillo lo riaccompagna sul piazzale scodinzolando. Per vedere questa storia http://www.youtube.com/watch?v=Y8GuPmr8zeY
Ora attenzione: al Centro di riciclo di Vedelago i ragazzi in visita ci vanno veramente, seguendo progetti di educazione ambientale differenziati per età: è buona educazione, ma anche il primo anello della filiera industriale virtuosa. I giovani sono i migliori opinion leader nelle famiglie, come sa chi sì occupa di marketing. E senza la raccolta differenziata - che sta a monte del riciclo - tutta la catena non starebbe in piedi. Ci guadagna l’azienda, che riceve solo materiali che può lavorare e rivendere, ci guadagnano le famiglie che spendono meno di tariffa dei rifiuti. Da notare infine che questa non è affatto la storia di un piccolo “comune riciclone”, in cui tutti si conoscono, dal sindaco al maestro, e tutti guardano cosa metti nel sacchetto del pattume fuori casa. L’impianto di Vedelago serve un bacino di un milione di abitanti della provincia di Treviso e dei comuni di Belluno, Vicenza e del Bassanese.
Quanto costa un impianto di questo genere? Ad esempio nel progetto elaborato dall’Ing Cerani per i comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo, Lavis e Zambana (Trentino) a servizio di un bacino di utenza di 140000 abitanti e 35000 tonnellate trattate, per costruire una piattaforma del genere serve un’area di 12000 m2, 4 milioni e mezzo per le opere edili (piazzali, capannone, uffici, allacciamenti, ecc.), 3 milioni per le linee di lavorazione e 400 mila euro per macchine operatrici. Per i costi di esercizio, tra stipendi di 40 dipendenti, spese di gestione e manutenzione, si prevede una somma annua di 2 milioni 300 mila euro a fronte di ricavi per 3 milioni e 800 mila. Quindi il costo dell’impianto si ripaga in al massimo cinque/sei anni, senza bisogno di contributi statali e con uno scarto finale del 10% a differenza di un termovalorizzatore che produce scarti da mandare in discarica pari al 24% a costi resi sostenibili solo grazie al fatto che l’energia prodotta viene considerata, al pari di quella eolica e solare, rinnovabile e quindi beneficia di tariffe molto convenienti.
Ecobank
La regione Piemonte ha sperimentato il servizio dall’inizio 2009 nelle città Valenza e Alessandria con grande successo: in cinque mesi nelle stazioni automatiche Ecobank sono stati conferiti 850.000 pezzi tra bottiglie e lattine.
Come funziona. I cittadini possono conferirvi:
- bottiglie di plastica per bevande, sia trasparenti che colorate
- lattine in alluminio e acciaio.
Una volta immesse lattine o bottiglie, le stazioni Ecobank le pesano, ne leggono il codice a barre stampato sull’etichetta (quindi è importante che bottiglie e lattine non siano schiacciate, che abbiano ancora l’etichetta e che siano completamente vuote) e se è tutto ok, emettono un buono o ricaricano una tessera comunale. Infatti ogni bottiglia o lattina vale 2 centesimi di euro. A Valenza e ad Alessandria il buono può essere speso in due supermercati. A Venaria Reale, dove Ecobank sbarcherà nei prossimi giorni, il sistema verrà integrato con la AmsCard, una scheda per usufruire di tutti i servizi comunali: farmacie, piscine, biblioteche, mezzi pubblici. info su http://eco-sostenibile.blogspot.com/2009/10/ept-spa-e-tradingenia-srl-presentano.html
http://www.eco-bank.it/contatti.aspx
il Rapporto Rifiuti 2007 come spunto per spiegare le differenze tra “modello Brescia” e “modello Treviso“
Nel mese di febbraio 2008 è uscito (con un pò di ritardo) il decimo rapporto dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e Territorio sulla gestione dei rifiuti in Italia basato sui dati raccolti del 2006 ( http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html): rispetto all’anno precedente la produzione media di ciascuno di noi è aumentata del 2,7% raggiungendo i 550 Kg all’anno (l’obiettivo è di 290 kg per abitante/anno); si è differenziato il 25,8% del totale prodotto, (40% al Nord, 20% al Centro e 10,2% al Sud) facendo crescere l’industria del riciclo e recupero di materia dai materiali raccolti, dal settore del compostaggio a quello del recupero dei materiali di imballaggio.
D’accordo sul fatto che corretta gestione dei rifiuti vuol dire diminuzione del residuo non differenziato che va in discarica (un costo), riducendone la produzione o aumentando il recupero di materie prime secondarie (un ricavo), in Italia negli ultimi anni si stanno confrontando due scuole: quella bresciana e quella trevigiana. Sviluppate in due provincie d’Italia paragonabili sia per numero di abitanti che per livello di benessere raggiunto: Brescia riesce a farsi consegnare differenziati il 34,2% dei 617 kg di rifiuti che ciascun cittadino produce ogni anno, mentre a Treviso i cittadini ne producono 399 kg e li consegnano differenziati al 66,6%. Questa bassa quantità prodotta e alta percentuale di differenziata sono caratteristiche specifiche del sistema di raccolta domiciliare “porta a porta” che, evidentemente, spinge i cittadini a non comprare merci inutilmente ricche di scarti, con una differenziata di qualità che permette ad esempio al Veneto di certificare il compost (terra) che produce dalle parti umide (avanzi di cibo, foglie, sfalci ecc.), mentre, probabilmente, a Brescia il fatto che alla fine della raccolta i rifiuti vengano bruciati non ispira nelle persone lo stesso tipo di attenzione.
Altre differenza tra i due sistemi: a parità di costi complessivi per abitante, Treviso crea molti più posti di lavoro nelle varie aziende che trasformano le materie prime recuperate eliminando quasi del tutto il conferimento in discarica cosa che a Brescia non riescono a fare dovendo portare in discarica più di 100.000 tonnellate all’anno di scarti.
Certo alcuni rifiuti sono un buon combustibile, ad esempio da scarti di lavorazione del legno non utilizzabili per fare truciolato, dalla carta recuperata ma non utile per le cartiere o da plastiche non riciclabili (degli oltre 200 tipi esistenti lo sono solo 5 o 6) si possono ricavare 4000/4500 chilocalorie al kg, ma di questi rifiuti non ci sono quantità così elevate da giustificare la costruzione apposita di termovalorizzatori in ogni città d’Italia.
Come incoraggiamento vorrei ricordare che l’Italia, in eredità dal ventennio fascista (che per soddisfare il bisogno di materie prime fece nascere una rete di recupero e riciclo dei rifiuti), continua ad essere il primo paese al mondo nel recupero e riciclo dell’alluminio (metallo prezioso soprattutto come rottame: per fare una lattina nuova da una vecchia è sufficiente il 5% dell’energia impiegata la prima volta che è stata fabbricata).
Il documentario “Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori”
presenta le voci di numerosi esperti che affrontano vari aspetti della materia: la produzione esagerata di rifiuti nelle nostre società; i rischi anche sanitari dell’incenerimento e il business di questa attività; le menzogne continue sulla sostenibilità (anche economica) della cosiddetta “energia da rifiuti”; le potenzialità dimostrate da una seria raccolta differenziata e da politiche miranti al contenimento della quantità di materiale immesso nel mercato per finire rapidamente fra le “cose” da smaltire.
L’autore Zenone Sovilla, nato a Belluno nel 1964, è giornalista professionista dal 1988. Da tempo è redattore dell’Adige di Trento , dopo aver trascorso un lungo periodo in Scandinavia lavorando come corrispondente freelance per Radio Svizzera Internazionale, il Giornale Radio Rai, La Stampa, la Gazzetta dello Sport, Il Corriere del Ticino, l’Espresso, oltre ad aver collaborato con i quotidiani norvegesi Adresseavisen e Dagbladet e si occupa in chiave critica dell’analisi del rapporto tra informazione e democrazia ed è impegnato nel sindacato dei giornalisti (Fnsi) del quale è stato consigliere nazionale dopo molti anni come rappresentante di base.Il video è visualizzabile in forma integrale su http://www.sovilla.org/

