+Bici +Baci

Con due ruote e in attesa del teletrasporto,

l’uomo inventò il più straordinario modo di muoversi:

LA BICICLETTA.

Ora l’Europa ne sta facendo la sua bandiera.

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e a me…RIDATEMI LA BICI!!!!

Un essere umano non identificato ma di sicuro molto stronzo mi ha rubato la bici.

Dal verbale di denuncia: <<In data 02/08/2008 lasciavo la mia bicicletta degli anni ‘40 grigia da uomo, con una fiancata sporca di catrame, nella via Grazioli di Trento. In data 03/08/2008 mi avvedevo, con amara sorpresa, che ignoti avevano tagliato la catena, con la quale la avevo assicurata ad un cartello stradale, impossessandosene>>.

Ecco una foto che la ritrae in un felice pomeriggio di inizio estate.

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che numeri in bici!

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A New York ci sono 27 auto ogni 100 abitanti, a Londra 36, a Parigi 45. Roma, caput mundi: 76 ogni 100, (rapporto di Legambiente, elaborato con dati Aci, Istat e quelli delle motorizzazioni dei Paesi stranieri).

Eppure in città come in paese gli italiani sarebbero disposti a pedalare: innanzitutto tra cantine, garage o parcheggi possediamo circa 30 milioni di biciclette, contro i 35 milioni di auto. Quelli che, secondo uno studio di Ipr, le usano almeno 3-4 volte alla settimana sono solo il 9%, mentre quelli che salgono in sella durante il weekend diventano il 25%, ma un sondaggio Isfort mostra come gli italiani, a determinate condizioni, inizierebbero a pedalare molto volentieri: il 26,3% lo farebbe a patto di poter disporre di una vera rete di percorsi ciclabili che attraversa le città; il 15,6% se ci fosse meno traffico e quindi una maggiore sicurezza per la viabilità ciclistica; un 13,7% se fosse meno scomodo a causa delle lunghe distanze da percorrere. In conclusione solo il 3,8% degli spostamenti in città avviene in bici (dati Eurovelo e Isfort). Nel resto d’Europa? In Olanda il 27%, in Danimarca il 18% e in Svezia il 12,6%. Mediamente in Europa il 9,45%.

Ma attenzione non tutto dipende dalla mancanza di ciclabili, infatti lo spazio per andare a piedi ci sarebbe già, purchè si sia capaci di partire 5 minuti prima e si stia attenti alle cacche dei cani, infatti ogni giorno si effettuano 5 milioni di spostamenti in auto solo per accompagnare a scuola i figli, sebbene l’86% delle famiglie abiti a non più di un quarto d’ora a piedi da asilo, elementari, medie o superiori. E in generale in Italia gli spostamenti motorizzati nel raggio di 2 chilometri sono il 30,8% e in oltre il 50% dei casi una macchina non percorre tragitti superiori ai 5 chilometri.

Ma molto sta cambiando…in 10 anni, dal 1995 al 2005, secondo una ricerca firmata dall’Agenzia per la mobilità e l’ambiente, gli spostamenti giornalieri in bici a Milano sono saliti da 53 mila a oltre 132 mila, con un incremento superiore al 150%. Altri esempi virtuosi non mancano: a Reggio Emilia, per esempio, ci sono 34,8 metri ciclabili per abitante, a Modena 28,3 e a Mantova 27,8 mentre Roma e Milano sono ancora rispettivamente 2,5 e 1,7. Insomma la strada da fare è ancora lunga, ma mica tanto difficile…

Liberamente tratto dall’articolo di Stefano Rodi del 16 ottobre 2011 su: http://www.corriere.it/ambiente/11_ottobre_20/rodi-le-bici-nelle-citta-italiane_d5f78d94-f7fe-11e0-8d07-8d98f96385a3.shtml

 CLASSIFICA!!!!

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Nella prima settimana di maggio 2011 (tra le 7.30 e le 9.30) nel territorio comunale di ogni città partecipante sono stati organizzati tre check-point in tre zone diverse per monitorare tutti i veicoli in transito. La città guadagnava punti ogni volta che passava una bicicletta, mentre riceverà bonus quando passavano pedoni e bus; penalità invece se passavano automobili e scooter. Presenti tre gironi: Grandi Città, Città Medie e “Città Piccole. Il calcolo delle percentuali di utilizzo della bici sul totale delle persone in movimento è riportato nella tabella sotto:

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menzione speciale per Venezia terraferma che ha davvero contato sulle sue ciclabili un elevatissimo numero di ciclisti e che ha realizzato stabilmente una efficace separazione dei flussi di traffico motorizzato e non, visto che bici e auto si spostano su strade diverse (motivo per cui i suoi eccellenti risultati non sono stati ritenuti validi ai fini della classifica).

All’Emilia Romagna va la maglia a pois della classifica a squadre dal momento che tutti I COMUNI PARTECIPANTI hanno superato la media del 30% di spostamenti in bici.

La maglia ciclamino della classifica a punti della mobilità sostenibile la indossano invece Bolzano, Trento e Padova, i centri urbani dove l’insieme di ciclisti, utenti del trasporto pubblico e pedoni ha prevalso con numeri schiaccianti su auto e scooter: 90% a 10%.

Bolzano, Reggio Emilia, Padova e Venezia condividono la maglia blu ciclabilità, poiché negli ultimi anni sono le quattro città che probabilmente hanno riorganizzato al meglio la propria viabilità, separando i flussi auto/bici o limitando il traffico motorizzato a vantaggio degli altri mezzi di trasporto.

 Infine la maglia bianca delle giovani promesse va a Bari: ancora all’inizio del percorso ma con l’auspicio che in futuro l’amministrazione locale possa rendere il proprio territorio sempre più a misura di bici. Tratto da http://www.fiab-onlus.it/giretto.htm

 BicItalia”

http://www.bicitalia.org/cakebi/

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Sito Bicitalia è un progetto della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta—http://www.fiab-onlus.it/) e propone gli itinerari delle ciclovie presenti su tutto il territorio nazionale compresi i collegamenti con i paesi confinanti, le reti di piste ciclabili cittadine e di interconnessione tra le varie città. Presente inoltre il servizio Albergabici: possibilità di ricercare strutture ricettive (alberghi, agriturismo, bed & breakfast, campeggi, ecc) che offrono servizi a favore dei ciclisti e si sentono in qualche modo “Amici della Bicicletta”

 VELO’ A LA CARTE

BICING-VELIB-CITYBIKE-CYCLOCITY

Il primo servizio di bici condivise nasce nel 1998 a Rènnes (Francia) dove la società privata Clear Channel, in convenzione con il Comune, lancia «Vélo à la carte», il primo servizio di bici pubblico informatizzato al mondo. Da allora in molte città del Vecchio Continente esistono i punti di affitto bici, e i bassi costi d’investimento li hanno resi realizzabili anche nei piccoli comuni.

A dividersi il mercato europeo due società che operano nel campo della pubblicità e dell’arredo urbano, Clear Channel et JC Decaux, che finanziano l’installazione e la gestione del sistema in cambio del monopolio per l’affitto dei pannelli pubblicitari sul territorio comunale.

Il modello ha raggiunto la sua consacrazione il 15 luglio 2007, quando oltre diecimila biciclette grigie metallizzate sono diventate parte integrante del paesaggio urbano parigino, suscitando la curiosità e l’entusiasmo dei cittadini: un mese dopo il lancio, l’operazione festeggiava già il milionesimo utente. In 750 stazioni è possibile noleggiare una bicicletta per una giornata, per una settimana o anche per un anno.
Il parco bici dovrebbe poter assicurare una notevole reperibilità di mezzi anche per coloro che si recano nella città francese per turismo.
Il progetto è chiamato “Velib”, un acronimo di Velò e Libertè (Bici in Libertà). I prezzi sono di un euro per l’abbonamento giornaliero, di 5 per quello settimanale e 29 per l’annuale.

Info su: www.velib.paris.fr/

Prima di Parigi era stata Barcellona a sperimentare su larga scala questo nuovo modo di concepire la mobilità urbana: senza aspettare di avere una rete sviluppata di piste ciclabili ha lanciato “Bicing” : 1500 bici dislocate in oltre 100 stazioni, informazioni reperibili su Internet (stazioni, percorsi e collegamenti con altri mezzi pubblici), tessera magnetica annuale al costo di 24 euro con cui sbloccare una di queste bici per spostarsi liberamente per un tempo massimo di due ore, al prezzo di 30 centesimi ogni mezzora (la prima mezz’ora è gratuita).

E i dubbi riguardo al successo dell’iniziativa, anche relativamente all’alta percentuale di furti commessi - sono stati fugati dall’esperienza; ciascuna bici viene utilizzata in media 17 volte al giorno per un tempo totale di 5 ore. Le persone addette al servizio sono 80, alcune con dei furgoni si occupano di ridistribuire le bici tra le varie stazioni, altre si dedicano alla riparazione. Il servizio a differenza di quello parigino è riservato ai soli residenti

Info su: www.bicing.com

Inaugurato il 31 marzo 2008 anche a Stoccolma, è in preparazione a Londra dove, spendendo nei prossimi dieci anni 500 milioni di sterline si vorrebbero creare, nel centro, depositi di biciclette ogni trecento metri, ampliando la rete di ”corridoi’ riservati ai pedalatori.

Nel corso del 2008 il servizio è partito a anche a Milano: con 113 stazioni attive al 24 Maggio 2011, è il sistema più esteso ed utilizzato d’Italia (3.500-5.000 biciclette al giorno) e l’8° nell’Unione Europea per numero di biciclette disponibili: superato rispettivamente da Parigi, Londra, Barcellona, Lione, Bruxelles, Siviglia e Tolosa. Il progetto di Milano dovrebbe arrivare a regime ad almeno 300 stazioni e 5.000 biciclette. (http://www.bikemi.com/)

In Italia ad oggi il servizio di bike-sharing è presente anche a Roma e Torino oltre a altre 130 realtà cittadine grandi e piccole.

 manuale europeo sul bike-sharing

Dopo tre anni di sperimentazione del progetto OBIS (Optimising Bike Sharing in European Cities), che monitora i servizi di bici-noleggio di 48 città europee è disponibile il resoconto con la descrizione delle migliori pratiche, dei fattori di successo e del potenziale di mercato dei sistemi di bike sharing studiati. Vengono presentate e messe a confronto le diverse soluzioni adottate, considerando l’incidenza del clima, della topografia, della cultura ciclistica e tecnica oltre che dei costi di gestione nelle differenti città considerate.
Il manuale contiene anche le informazioni tecniche e gestionali
utili alle amministrazioni che intendono fare partire il bike sharing o migliorare un servizio già offerto ai cittadini.
Vari gli elementi scaturiti dalla ricerca che rivela come il bike sharing venga avvertito come un’
altra forma di trasporto pubblico accrescendo le possibilità di scelta nelle forme di mobilità; una forma speciale però, perchè non crea traffico e porta benefici in termini di salute e sicurezza oltre a migliorare l’immagine stessa delle città che ne hanno avviato lo sviluppo (oltre a non trascurabili benefici economici dato che il sistema si autofinanzia).
E’ risultato poi che:
- la maggior parte delle grandi città offrono 30 minuti di servizio gratuito;
- il numero di noleggi per bicicletta è superiore nelle grandi città;
- la domanda è costante nelle città temperate, mentre in quelle fredde c’è un picco in estate;
-
il futuro dovrà giocarsi sullo sviluppo delle bici elettriche.
Un dato interessante tra i tanti emersi durante i tre anni di lavoro di OBIS: in media in Europa i servizi di bike sharing presenti nelle città con popolazione superiore ai 500mila abitanti offrono
15,6 biciclette ogni 10.000 abitanti. Ciò significa che, per essere al pari degli altri, a Milano BikeMI dovrebbe avere almeno 2.060 biciclette (oggi sono 1.480) e a Roma dovrebbero essere 4.404 (oggi sono 365).
Per maggiori informazioni:
www.obisproject.com,
http://bike-sharing.blogspot.com/,
http://www.streetfilms.org/the-biggest-baddest-bike-share-in-the-world-hangzhou-china/

art e rif sono liberamente tratti da http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=107848

BICI E BILANCI

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Secondo un maxi-studio americano coordinato da Jonathan Patz, direttore del Global Health Institute dell’University of Wisconsin-Madison (Usa) rimpiazzare i viaggi casa-ufficio in auto con la bici, nei sei mesi più caldi dell’anno, regala importanti benefici in termini di salute, ma anche di mancate spese mediche. L’analisi delle 11 maggiori aree metropolitane nel Midwest (oltre 30 milioni di residenti di Illinois, Indiana, Michigan, Minnesota, Ohio and Wisconsin) è partita esaminando le riduzioni dello smog collegate all’eliminazione dei brevi viaggi in auto, sostituiti da spostamenti in bici. Dopodichè si sono stimati i riflessi per la salute: a beneficiare di più dell’aria pulita sono i polmoni e il cuore. E non solo quelli di chi vive nelle aree metropolitane. I risparmi: circa 3,8 miliardi di dollari in ridotte cure mediche per obesità, cardiopatie, asma e diabete di tipo II, oltre al corrispettivo di 1.100 morti evitate (di cui 433 per il beneficio della riduzione del particolato sottile) grazie a una miglior qualità dell’aria e all’aumento dell’attività fisica.

Liberamente tratto da:

http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Tendenze/?id=3.1.2602979822 http://www.maipiuragnatele.org/index.php?option=com_content&view=article&id=231:ecco-quanto-si-guadagna-a-sostituire-lauto-con-la-bicicletta&catid=12:nessuna&Itemid=38

Risultati analoghi NON teorici ma reali si ricavano dal rapporto elaborato dal Green Growth Leaders, organizzazione con sede a Copenaghen, sui benefici ottenuti dalla politica ambientale della capitale danese.
In particolare per quanto riguarda gli spostamenti (il
35% degli spostamenti totali avviene usando la bici), avendo calcolato che per ogni chilometro percorso in bicicletta invece che in macchina vengono risparmiati 7,8 centesimi di spesa per combattere l’inquinamento, incidenti, traffico, rumore e usura delle infrastrutture, la città di Copenaghen risparmia in questo modo 34 milioni di dollari ogni anno. Senza contare il risparmio del settore della sanità stimato intorno ai 380 milioni di dollari dato l’ aumento di 1-2 anni dell’aspettativa di vita media derivante da un’attività fisica costante di mezz’ora al giorno.

Rapporto benefici della politica di Copenaghen: http://www.amicoinviaggio.it/wp-content/uploads/2012/01/CPH-Beyond-Green.pdf

 Rapporto sull’uso della bici in Olanda:

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scaricalo da:http://www.fietsberaad.nl/library/repository/bestanden/CyclingintheNetherlands2009.pdf

 Video sulla cultura della bicicletta a Copenhagen. Una città che la usa per tutti gli spostamenti quotidiani. http://vimeo.com/4208874

Campionato danese

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http://vimeo.com/4265393

Nella prima metà del secolo scorso le gare tra “bici con il cassone” erano una consuetudine ed i fattorini a pedali di Copenhagen si sfidavano su varie prove in un percorso cittadino. Una tradizione che oggi rivive con il Danish Cargo Bike Championships. Qui di seguito un video dell’edizione 2009.

vedi anche http://www.ciclourbano.it/blog/tag/cargobike

   Gioele Dix a Zelig fa l’automobilista arrabbiato, diverte “gag” sui ciclisti.

http://www.youtube.com/watch?v=0zovZAjClhI

Strane bici…;-)

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In bici attraverso il Trentino

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Per chi volesse visitare questa provincia usando una bici o anche farsi un giro in un giorno di festa l’associazione Trentino Arcobaleno propone 12 percorsi. Ciascuno facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ricavato unendo fra loro delle piste ciclabili attraverso strade forestali o a basso scorrimento e facilmente percorribile anche ai poco allenati. Infine ciascun percorso ha nelle vicinanze dei punti di ristoro/pernottamento. Per informazioni dettagliate vai su:http://www.trentinoarcobaleno.it/Progetti/2ruote-Arcobaleno-Cicloturismo/I-giri

 Puglia: sulle Ferrovie Sud Est le bici ci vanno gratis

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Occorre chiedere in biglietteria l’apposito supplemento che, grazie ad un accordo con la Regione Puglia, è del tutto gratuito. Realizzati inoltre cicloparcheggi gratuiti a disposizione dei viaggiatori, per ora, in tutte le stazioni dell’area barese.

DALLE ROTAIE ALLE BICI (40 Ciclovie al posto di vecchie ferrovie)

Indagine Fiab sulle ex strade ferrate recuperate e riconvertite all’uso ciclistico http://www.fiab-onlus.it/mlfiab_2/view2.php?mid=1296&ml=1

In bici in Toscana

Su 240.000 viaggiatori che ogni giorno utilizzano i treni toscani per raggiungere il posto di lavoro, il 10% arriva alla stazione di partenza in bicicletta, ma solo l’1% risale sulla bici all’arrivo. Per far crescere questa percentuale e rendere la scelta del tandem treno-bicicletta una reale alternativa all’uso dell’auto, la Regione Toscana, Rete ferroviaria Italiana Spa, e la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) hanno firmato un accordo che dà il via ad un progetto pilota per la realizzazione di ‘ciclostazioni’ in alcune stazioni ferroviarie toscane strategiche per quanto riguarda i flussi dei pendolari: pendolari e turisti potranno noleggiare biciclette oppure trovare servizi (parcheggio, custodia in spazi coperti, manutenzione, riparazione) per i mezzi di proprietà. Le stazioni ferroviarie dentro le quali si è deciso di realizzare le ciclostazioni sperimentali sono Pistoia centrale, Prato centrale, Livorno, Grosseto, Empoli e Montevarchi. Inoltre si verificherà la possibilità di realizzarne altre a Firenze e Pisa. Tratto da http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=290&Rid=219287

Bici rubate, le foto sul sito dei vigili

Sul sito internet della polizia municipale, www.comune.verona.it/poliziamunicipale, sono disponibili le immagini delle biciclette rubate.

Chi riconoscesse nelle foto la bicicletta, potrà rientrarne in possesso presentandosi all’ufficio denunce di via del Pontiere con la copia della denuncia di furto.

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