Orti in Città: 25 metri quadri di Terra per Tutti

Zucche, Zucchine e Zucconi

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A Trento, da cinque mesi, vivevo nella mia nuova casa in città ed ero molto fortunato perchè disponevo, in coabitazione con un albero dalle foglie dondolanti, dell’uso di circa tre metri quadri di terra: vi avevo piantato 2 piante di zucchine, 5 di melanzane, 4 di pomodori, una di terribili peperoncini e una zucca.

Verso la fine maggio, quando quasi tutti i semi di zucchina che avevo messo a dimora erano germogliati diventando piantine ma, non avendo altra terra a disposizione, mi misi a cercare lungo le strade che percorro abitualmente un posto, lontano dalla polvere del traffico, dove potessero crescere.

Le misi quasi tutte lungo la salita per Mesiano (la collina dove sorge la Facoltà d’Ingegneria) e tutte scomparvero mangiate dalle lumache che abbondavano in quei giorni piovosi.

L’ultima piantina la misi nel posto migliore: un’aiuola sotto il convento dei frati in cima a via Grazioli: 50 centimetri quadri tutti per lei, il resto occupato da una magnifica siepe di lavanda.

I primi due zucchini son vissuti rachitici per qualche giorno a metà luglio poi solo fiori, sbirciate furtive e tanta speranza ogni volta che passavo da lì.

Tornato a Trento alla fine agosto la ritrovai, viva di verde vivo, con tre zucchinotti grandi come tre dita. Il tempo di fargli una foto e nei giorni successivi, durante dei lavori di manutenzione dell’aiuola, fu tolta per far posto a dei fiori:è un terreno pubblico zuccone!

E allora?

Affermiamo il diritto all’assegnazione di una porzione di terra da coltivare (almeno 25 metri quadri) per chi, abitando nel territorio comunale, non ne abbia altra disponibilità. Per tutti! Zucchini e zucconi!

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Acqualibera sa come sia utile e bello, anche nelle città, avere spazi verdi e terreno da coltivare, affinchè oltre a strade, case, parcheggi e capannoni in ogni città si ritagli qualche angolo per realizzare orti cittadini.

Su 25 metri quadri (di terra) si possono piantare ortaggi, insalata o fiori, curarli e vederli crescere, mangiarli o regalarli, rilassandosi un pò.

In alcune città italiane gli orti pubblici esistono già, spesso solo per i pensionati, in altre si stanno realizzando.

Che fare allora?

Acqualibera vi suggerisce di parlarne con i vostri amici e se, come è sicuro, troverete altre persone entusiaste all’idea, potreste presentare una petizione al vostro Comune (consultate il sito internet o l’ufficio informazioni per sapere come fare).

Altra possibilità è formare un’associazione e rivolgersi all’ufficio Patrimonio del Comune per richiedere la gestione di un’area di caratteristiche adatte alla coltivazione o da recuperare a questo uso (specificare nella vostra richiesta le motivazioni sociali dell’iniziativa).

In bocca al lupo!

Breve storia della terra pubblica

Il possedimento comunitario delle terre “communia o communalia” nasce in Occidente al tempo dei romani con l’affidamento di terreni in regime di colonia ai componenti di una determinata collettività.

Alla fine del MedioEvo e poi con l’età dei comuni, il controllo della gestione dei beni e delle terre comuni, fino ad allora amministrate su base vicinale, viene via via concentrato nelle mani delle amministrazioni, fino a diventare uno dei parametri attraverso cui ricostruire i contenuti della politica municipale: essi, infatti, costituendo un’importante voce del budget municipale, furono frequentemente al centro degli scontri tra Popolo e milites, che ambivano ad assicurarsene i proventi. Questa gestione della proprietà collettiva continuò fino al settecento, quando cominciò a essere data in gestione, dietro pagamento di un canone (uso civico) alla borghesia commerciale ed alla parte più dinamica della classe feudale, che vedeva nella gestione comunitaria un limite allo sfruttamento della terra in forma più organizzata. Non riuscendo nei fatti ad ottenere risultati migliori dal punto di vista della resa agricola.

Alla fine dell’800 la crescita e la paura della dottrina marxista diedero il colpo finale a questa forma di proprietà della terra, arrivando in Italia, nel 1927, all’approvazione di una legge che metteva il liquidazione la proprietà collettiva “privatizzandola”. Rimasero gli “usi civici” legati al demanio civico o delle terre che pur divenendo di proprietà privata continuavano a riconoscere forme di usufrutto per la comunità.

 ITALIA

Da alcuni anni l’Amministrazione comunale di Cadoneghe (Padova) offre ai cittadini che non abbiano altre opportunità, la possibilità di coltivare esclusivamente per uso familiare un piccolo appezzamento di terra. Il servizio è denominato orti sociali.  Gli assegnatari degli orti sociali devono impegnarsi ad utilizzare tecniche di coltivazione biologica che valorizzino la fertilità del suolo con la rotazione delle colture e a non impiegare concimi chimici, ma prodotti di compostaggio

REQUISITI

-Non essere proprietari o usufruttuari o affittuari di terreni coltivabili siti nel comune di Cadoneghe o limitrofi;   -Oppure essere proprietari di un terreno indisponibile come, ad esempio, il verde condominiale;   -Oppure essere proprietari, comproprietari, affittuari di un piccolo terreno, in gran parte occupato da un edificio a destinazione residenziale, tale da non consentire di ricavare uno spazio sufficiente per un orto.

QUANTO COSTA La tariffa annuale è di € 30.

Precedenza a: Gli orti sociali vengono assegnati ogni tre anni. L’assegnazione avviene attraverso la compilazione di una graduatoria stilata sulla base di tutte le domande pervenute e secondo il seguente ordine di precedenza:

1. portatore di handicap (minimo 33%);

2. pensionato con pensione minima;

3. altro pensionato;

4. disoccupato;

5. cassaintegrato/casalinga;

6. extracomunitario;

7. studente.

Seguono gli altri richiedenti non appartenenti alle suddette categorie.

Vedi regolamento:http://www.cadoneghenet.it/context.jsp?ID_LINK=185&area=9

 Orti nel mondo

Bayreuth:http://www.gaerten-der-begegnung.de/bilder.html

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 Berlin-Friedrichshain: http://www.rosarose-garten.net/it/fotografie

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 Berlin-Kreuzberg: http://www.stiftung-interkultur.de/index.htm

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 Hamburg-Wilhemsburg:http://www.stiftung-interkultur.de/index.htm

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 Islington London: http://www.culpeper.org.uk/help.cfm

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 Toronto: http://www.evergreen.ca/en/lg/oc_signs.html#2

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 New York: http://www.eastnewyorkfarms.org/

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Bergamo http://oltreilgiardino.wordpress.com/

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come costruire un critical garden?

MANUALE DEL GIARDINO ABUSIVO

su http://criticalgarden.netsons.org/wp/?page_id=87

COLTIVARE LA CITTA’

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Che cosa accomuna un immigrato del Bronx, una donna di un sobborgo di Osaka, una contadina senegalese, un panettiere della ricca Monaco di Baviera e un autista venezuelano?…scoprilo su: http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=7

 L`INSALATA ERA NELL`ORTO

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Per bambini curiosi, genitori, nonni e fratelli, volenterosi insegnanti un prezioso manuale che insegna passo passo la cura, la preparazione e la manutenzione di un orto. E per diventare dei perfetti ortolani non serve un grande spazio, va bene anche qualche vaso sul balcone. In fondo al libro, tante gustose ricette per portare in tavola il proprio raccolto.

Libro di Nadia Nicoletti pubblicato da Salani.

IL MIO ORTO

Un libro per diventare dei veri artisti… dell’orto, mani nella terra e testa al sole coltivare buone cose e tanta felicità.

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La varietà dei semi, i colori e le forme dei legumi, gli attrezzi necessari, il disegno dell’orto, amici e nemici. Ogni stagione ha i suoi frutti: un po’ di storia e modi di dire per divertire anche chi non ama le verdure. Un libro dolce e raffinato per scoprire con bellezza le meraviglie del mondo naturale. Di Sonia Goldie, con le illustrazioni di Pascale Estellon. 32 pagine, 2005

Manuale di orticoltura biodinamica

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Ehrenfried Pfeiffer, Erica Riese. Editore: Libreria Editrice Fiorentina

www.zappataromana.net

Nel sito è possibile trovare la mappa degli orti di Roma, circa 70 spazi verdi condivisi fra giardini, orti e ‘giardini spot’ ad opera di cittadini e associazioni che in prima persona ne curano la realizzazione e/o gestione; a cui si aggiungono oltre 60 siti di orti spontanei individuali. Nella mappa sono segnalate anche alcune significative esperienze riguardanti le fattorie urbane, le case della partecipazione ed altre forme di gestione di aree verdi come i punti verdi qualità e le aree gestite da associazioni consolidate. Nel sito è possibile trovare anche una guida pratica per i cittadini che intendono avviare un giardino e un orto condiviso. Vi è inoltre la possibilità di segnalare le proprie disponibilità a coltivare o mettere a disposizione un terreno e quella di accedere a molte altre risorse.
La mappa è in continuo aggiornamento.
Segnalate novità e revisioni: zappataromana@gmail.com, www.zappataromana.net, https://www.facebook.com/#!/zappataromana

Il Comune di Bologna è la prima amministrazione in Italia a sperimentare il modello dell’amministrazione condivisa, con cittadini singoli e/o associati, per giungere a soluzioni che rechino vantaggi condivisi.

Cittadini!

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Il regolamento, disciplina le forme di collaborazione dei cittadini con l’amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani.

Le disposizioni si applicano nei casi in cui l’intervento dei cittadini per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani richieda la collaborazione o risponda alla sollecitazione dell’amministrazione comunale.

Scopo: assicurare, integrare o migliorare gli standard manutentivi garantiti dal Comune o migliorare la vivibilità e la qualità degli spazi o edifici pubblici, anche attraverso la valorizzazione temporanea di spazi e immobili di proprietà comunale in attesa di una destinazione d’uso definitiva.

Trovi informazioni e regolamento su: http://www.cittabenicomuni.it/bologna/

 Nuova caserma militare a Mattarello (TN)

2008: una conseguenza positiva della bufera in corso nei mercati finanziari in questi giorni potrebbe essere di mettare un po’ di incertezza sulle prospettive speculative delle società immobiliari e faccia riflettere anche solo per un attimo le amministrazioni pubbliche sempre dipendenti dai guadagni legati agli oneri di urbanizzazione e allettate da proposte legate a progetti “sostenibili”, dalle imprese che operano nel settore delle costruzioni e delle opere civili in genere.

Quale potrebbe essere una destinazione, utile per il maggior numero di persone, dei 26 ettari di terreno a sud di Trento che, per essere resi “usufruibili”, verranno ricoperti da uno strato di un metro e mezzo/due di materiale di scarto (insieme agli edifici circa un milione di metri cubi che verranno portati da centomila viaggi di camion e nessuna valutazione d’impatto ambientale necessaria perchè sito militare)?

La dimensione media di un orto degli anziani è intorno ai 25 metri quadri che con sentiero per raggiungerlo, capanno comune in cui riporre gli attrezzi e lasciando perdere i parcheggi possono arrivare al max a 30 metri quadri per ciascuno.

Un pezzo di Terra grande 25 metri quadri, sotto il sole, quanto cibo ci può fornire? E qui si possono fare tante stime differenti quanti differenti sono i nostri gusti; ad esempio se ci metto 40 piante di pomodoro, 50 piantine di insalata, 5 piante di zucchina, 6 di melanzana, 3 di peperone, 4 di cetrioli, 16 porri e infine 10 di cavolo da maggio a settembre cosa raccolgo?

Dai 26 ettari che a Mattarello verranno occupati dalla costruzione di una nuova caserma si potrebbero ricavare 8666 lotti che darebbero cibo e felicità almeno a ventimila persone. Se vi sembran pochi altri mille troverebbero posto a Canova di Gardolo, sui circa 4 ettari che, fatta la scuola, rimarranno al Comune con destinazione agricola (secondo il piano di Busquet).

Per riconoscerne il valore economico bisogna fare qualche conto, per sapere quanto migliorerebbe il nostro benessere bisognerebbe provare.

 Ci basta una capanna
per vivere e morir
ci basta un po’ di terra
per vivere e morir.
Chiediamo un paio di scarpe
le calze e un po’ di pan
a queste condizioni
crederemo nel doman
a queste condizioni
crederemo nel doman.”

musica di Alessandro Cicognini dal film “Miracolo a Milano”, 1951, di Vittorio de Sica

http://www.youtube.com/watch?v=iFTOf2YBVAU