Archivio di Febbraio 2008

Le strade dell’acqua: storie di predatori, migranti, amanti e sognatori

Venerdì 29 Febbraio 2008

Sabato 23 febbraio, all’Auditorium Battisti in via Geltrude a Bolzano.

Spettacolo teatrale di Francesco Comina, arrangiamenti musicali di Francesco Brazzo, attrice Flora Sarrubbo, musicisti: Claudia Zadra, Francesco Brazzo, Cristiano Giongo, Daniele Ravagnani e Francesco Comina; luci William Trentini

organizzato da Centro Pace Bolzano- centropacebz@gmail.com

ingresso gratuito

09 Febbraio 2008-Giornata Contro la Privatizzazione del Servizio Idrico in Toscana

Sabato 16 Febbraio 2008

Sala grande dell`ARCI, piazza dei Ciompi 11 (FI)

Ore 10,45
Tommaso Fattori – Rete Toscana e Forum Italiano Movimenti per l`acqua: ” La nostra contrarietà all`accorpamento della gestione ATO 2, 3, 6 e alla legge regionale sui servizi pubblici locali”
Luciano D`Antonio - ReteToscana e Comitato unitario acqua pubblica Firenze: ” La partecipazione dei lavoratori e dei cittadini al centro della nostra idea di ripubblicizzazione del servizio idrico”
Corrado Oddi –Forum Italiano Movimenti per l`acqua –FP CGIL Nazionale: ” Acea e Suez: partner sicuri per la privatizzazione dell`acqua”
Ore 12
Interventi programmati: Vincenzo Striano (Arci Toscana); Giulio Citroni (Università di Firenze); Luca Martinelli (Manitese-Altraeconomia); Matteo Gaddi (ricercatore sociale);
Interventi di movimenti e comitati per l`acqua pubblica di Lazio, Campania, Abruzzo, Umbria e Sicilia. Dibattito.
13,30-14,30 pausa pranzo
Ore 14,45
Tavola rotonda conclusiva ” Movimenti e partiti : quali strategie per la ripubblicizzazione dell`acqua in Toscana?” con la partecipazione di: Marco Bersani – Forum Italiano Movimenti per l`acqua –Attac Italia e i rappresentanti regionali di PRC, SD, PdCI, Verdi e di Unaltracittaunaltromondo
Comitato Unitario Acqua Pubblica Firenze
Rete Toscana Movimenti Per L`acqua
Forum Italiano Movimenti Per L`acqua

da http://www.socialpress.it/agenda.php3

Locca di Concei (TN): Acqua, merce o bene comune? Quale futuro per i nostri acquedotti?

Sabato 9 Febbraio 2008

Giovedì 7 febbraio - Locca di Concei (TN), Centro Culturale, ore 20.30

L’associazione Il Mappamondo della Valle di Ledro e la Funzione Pubblica della CGIL in collaborazione con il CAI-SAT della Valle di Ledro e il Gruppo Missionario della Valle di Ledro hanno organizzato una serata pubblica sul tema dell’acqua. All’incontro sono intervenuti Marco Bersani autore del libro “Acqua in movimento: ripublicizzare un bene comune” e componente del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e Mirko Carotta Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Trentino. La serata è stata anche l’occasione per illustrare le ipotesi di gestione degli acquedotti in Valle di Ledro alla luce delle decisioni assunte recentemente dai Comuni. Info: ilmappamondo@virgilio.it

Infiltrazione-Percolazione

Venerdì 8 Febbraio 2008

Riguardo all’utilizzo del sistema di infiltrazione-percolazione come metodo di disinfezione:

Minuto e Garibaldi 2004

Dalla Guda e Farina 2004

  • Wastewater by infiltration-percolation: a case study

di F.Brissaud, P.Nieto,V. Mottier e Z.Alamy

Progettazione di un impianto d’irrigazione

Venerdì 8 Febbraio 2008

 

Tesi di laurea presentata presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa, nell’ambito del corso di laurea “Gestione del verde urbano e del paesaggio”.

irrigazione-tesi.pdf

Fitodepurazione a flusso verticale per il riutilizzo dei reflui zootecnici in agricoltura

Venerdì 8 Febbraio 2008

fitodep-per-riuso-reflui-zootecnici.pdf

A cura di: Linda Cingolani, Giacomo Bodo, Carlo Graziani, Stefano Ortica, Nicola Neri

Dipartimento Provinciale di Perugia, ARPA Umbria Via Pievaiola – loc. San Sisto – 06132 Perugia Tel.: 075/515961 –

Fax 075/51596354 E-mail: arpa@arpa.umbria.

Fitodepurazione a flusso verticale di reflui civili per l’utilizzo irriguo

Mercoledì 6 Febbraio 2008

fitod-per-affinamento.pdf

Nel presente studio vengono presentati i risultati dei tre anni di sperimentazione relativi alla potenzialità della fitodepurazione a flusso verticale per l’utilizzo di acque reflue di origine civile in agricoltura.

di: Daniela Migliardi, Denis Picco, Marta Gerin, Massimo Vecchiet del Centro di Ecologia Teorica ed Applicata (C.E.T.A.) – Via Alviano, 18 - 34170 – Gorizia, Italia

tel. 0481-599266, fax: 0481-599268 e-mail: migliardi@area.trieste.it

“L’intrusione salina nelle riserve idriche”

Mercoledì 6 Febbraio 2008

L’aula magna dell’Itas di Ravenna ha ospitato martedì 5 e mercoledì 6 febbraio 2008 un workshop aperto al pubblico dedicato all’intrusione salina nelle riserve idriche del litorale ravennate e ai modelli elaborati per monitorare, prevedere e mitigare l’espansione del fenomeno, sempre più critico per le nostre zone.
L’iniziativa, dal titolo completo “modellistica per il monitoraggio, la mitigazione e la comprensione dell’intrusione salina negli acquiferi costieri”, è organizzata dall’Igrg (Integrated Geoscience Research Group) dell’Università di Bologna-sede di Ravenna.
Nella mattinata del 5 sono previsti a partire dalle 10 gli interventi di professori e ricercatori, mentre alle 10 del mattino seguente si partirà dai laboratori di Scienze Ambientali per un monitoraggio nelle dune costiere e dell’intrusione salina lungo i fiumi. Gli ospiti dovranno partecipare con mezzi propri.
L’intrusione dell’acqua salata nel sistema idrico costiero italiano è venuta alla ribalta della cronaca nelle ultime estati, quando a causa delle scarse precipitazioni e delle basse portate fluviali, la risalita dell’acqua di mare lungo i rami del Po e di altri fiumi italiani è penetrata diverse decine di chilometri nell’entroterra, compromettendo l’attività agricola e portando al blocco delle centrali elettriche per mancanza di acqua dolce da usare per il raffreddamento.Gli strumenti di analisi numerica quantitativa offrono un aiuto efficace nella pianificazione delle reti di monitoraggio, per individuare le zone critiche del sistema idrogeologico costiero e per ottimizzare la distribuzione delle stazioni e le cadenze di rilevamento.
L’Itas e i laboratori di Scienze Ambientali sono in via dell’Agricoltura.
Informazioni allo 0544 937318.

da:http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=120&Rid=150960

A MESTRE IL BOSCO PIù GRANDE D’ITALIA

Mercoledì 6 Febbraio 2008

Dalle fabbriche chimiche che circondano la città-industria di Mestre a un bosco esteso quanto 2.800 campi da calcio. Il sogno della Venezia di terraferma si è fatto realtà a partire dal primo di ottobre 2007, con l’inaugurazione di uno spicchio del futuro ‘Bosco di Mestre: un’area verde cittadina che nei prossimi anni diventerà la più vasta d’Italia. 1.400 ettari - previsti nel Piano regolatore - tra querce, frassini, olmi e noccioli che trasformeranno la città in un polmone sano inserito tra autostrada, ferrovia e aeroporto. A regime sono previsti circa 75mq di macchia verde per ciascuno dei 186mila abitanti mestrini: un’enormità, rispetto ai 13mq di Milano e ai 14 di Roma. E una vera e propria rivoluzione per la città, a partire dai suoi aspetti ecologici, sociali e paesaggistici.La prima area resa disponibile dal dal primo di ottobre, con l’inaugurazione del Bosco intitolato ad Adolfo Ottolenghi, rabbino di Venezia dal 1919 e ucciso ad Auschwitz nel 1944, è di circa 20 ettari di bosco, con percorsi pedonali, didattici e naturalistici, piste ciclabili, zone di sosta.

Il valore sociale del bosco supera però gli aspetti ludico-didattici, se rapportato alle ecopriorità di una città dove le auto in circolazione sono quasi una ogni 2 abitanti, le emissioni di CO dovute al traffico ammontano a 16.589 t/anno e il limite di legge per le PM10 viene superato 158 giorni/anno.

Inoltre c’è il problema della laguna, soggetta ad inquinamento (azoto e fosforo) causato soprattutto dall’attività agricola: il bacino scolante in laguna occupa un territorio di quasi 200.000 ettari.

Su questi fronti la parola d’ordine del bosco è sequestrare: sequestrare le emissioni di carbonio, che in seguito a Kyoto costano al Paese oltre 10 euro ogni tonnellata prodotta, ma anche tamponare di circa la metà i carichi di azoto disciolti in laguna attraverso la fitodepurazione dell’acqua svolta dagli alberi, che sono più efficaci ed economici di un depuratore.

Si calcola che, a progetto concluso, il bosco urbano di Mestre – sarà grande quanto il Porto di Marghera - potrà garantire l’equilibrio sostenibile a un’area di oltre 150mila persone trattenendo, ad esempio, quasi centomila tonnellate di Co2 all’anno: circa 6 volte le emissioni di carbonio rilasciate ogni anno dal traffico veicolare.

tratto da http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=210&Rid=136569

 

Bosco di Mestre: a Favaro cerimonia di dedica del

“Bosco di Franca”

Giovedì 16 ottobre, in via Forte Cosenz a Favaro Veneto, il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, insieme al presidente del Bosco di Mestre, Mariolina Toniolo, hanno tenuto la cerimonia di dedica di una porzione del Bosco di Mestre a Franca Jarach, ragazza desaparecida durante la dittatura militare argentina (1976-1982), in ricordo di tutti i ragazzi scomparsi in quegli anni.

Il Bosco di Mestre è un’area verde cittadina che nei prossimi anni diventerà la più vasta d’Italia: 1.400 ettari tra querce, frassini, olmi e noccioli che trasformeranno la città in un polmone sano inserito tra autostrada, ferrovia e aeroporto. A regime sono previsti circa 75mq di macchia verde per ciascuno dei 186mila abitanti mestrini: un’enormità, rispetto ai 13mq di Milano e ai 14 di Roma.
La cerimonia, che ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è avvenuta alla presenza della mamma di Franca, Vera Jarach, dell’associazione “Madres de Plaza de Mayo - Linea fundadora“, che ha chiesto di ricordare i ragazzi desaparecidos con simboli di vita, come appunto gli alberi. C’erano anche gli studenti delle scuole del territorio veneziano che hanno partecipato a un percorso di studio sui diritti umani, con particolare riferimento alle vicende della dittatura argentina, promosso dall’associazione rEsistenze.
La sistemazione dell’area dedicata ai ragazzi desaparecidos sarà effettivamente completata nel 2010, perché prevede opere importanti come la rinaturalizzazione di un corso d’acqua, la realizzazione di due laghetti e l’innalzamento di una grande radura per la sosta e il gioco. Su richiesta delle madres (madri) e abuelas (nonne) argentine è stato deciso di anticiparne la dedica, con l’impianto simbolico di una siepe arborea.

Liberamente tratto da:

http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=210&Rid=136569 e http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=196&Rid=182165

CASTEL SAN PIETRO (BO), PRIMI DATI PROGETTO DI RISPARMIO IDRICO: -18% DI ACQUA GRAZIE AI RIDUTTORI DI FLUSSO

Mercoledì 6 Febbraio 2008

Castel San Pietro Terma - 18 gennaio 2008 - E’ di circa il 18% in media il risparmio di acqua rilevato dopo i primi undici mesi di monitoraggio (dicembre 2006-ottobre 2007) sul campione di famiglie del territorio del Comune di Castel San Pietro Terme che hanno installato i riduttori di flusso. Si tratta di un primo risultato parziale ottenuto nell’ambito del progetto “Non c’è acqua da perdere”, promosso da Comune di Castel San Pietro Terme, ATO 5, HERA Imola-Faenza, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Legambiente con la collaborazione con l’Università di Bologna.
“La prima valutazione del progetto è estremamente positiva - afferma l’Assessore all’Ambiente Nadia Castagnari -. E’ un dato che per ora supera le aspettative originarie del progetto. Chiaramente il risparmio non si ha solo relativamente alla risorsa acqua, ma anche sul carburante utilizzato per produrre l’energia necessaria a riscaldarla per diversi usi domestici (doccia, lavaggio manuale dei piatti, acqua sanitaria in genere).
Il monitoraggio è stato effettuato con appositi rilevamenti mensili dei consumi su un campione di 851 famiglie, selezionate fra le 2675 che avevano ritirato i kit di riduttori distribuiti dal Comune a partire dal giugno 2006.
Il campione è monitorato tenendo conto anche del numero di componenti della famiglia (1, 2, 3, 4 o da cinque in su), del possesso del giardino (63% del campione), e dei diversi periodi dell’anno.
Il progetto è curato da Caterina Alvisi della Provincia di Bologna-Settore Ambiente e da Michele Scagliarini del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna.
I cittadini residenti nel comune di Castel San Pietro Terme possono ritirare i riduttori di flusso all’Ufficio Relazioni con il Pubblico in piazza XX Settembre 5 - tel. 051/6954154 (portone centrale, piano terra), tutti i giorni ore 7,30-13,30 e il giovedì anche 15-18.

tratto da: http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&rifcat=140&Rid=148846